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Stefano e le origini della Famiglia
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La discendenza della famiglia Ferrero dal ceppo degli Acciajuoli di Firenze, benché teorizzata in diversi documenti d’archivio antichi, non pare avere alcun fondamento reale.
Gli Acciajuoli erano una famiglia popolare fiorentina, che solo nel XIV secolo divenne potente con il commercio. La presenza dei Ferrero a Biella ha origini più antiche e il cognome era diffuso in molte province piemontesi.
Biella, che alla fine dell’XI secolo non era ancora municipio, si dotò degli statuti nel 1245 istituendo una magistratura di quattro consoli, il primo dei quali doveva chiamarsi Magnus Clavarius, e un Consiglio di Credenza di 60 persone, in parte nobili, in parte popolari, con i collegi delle Arti, il capo di ciascuno dei quali portava il titolo di Clavarius.
Quando nel XIII secolo fu istituita la municipalità a Biella, si può supporre che coloro che ne fecero parte non fossero solo nativi di Biella, ma appartenessero ad antiche casate locali: in Italia, per consuetudine, le cariche statutarie venivano conferite a famiglie oriunde. Siccome nel secolo XIII compare il nome Ferrero tra i consoli, è probabile che essi fossero originari di Biella.
Ai tempi di Stefano dovevano essere in carica altri Ferrero suoi parenti, poiché se ne parla nei libri dei Consigli; questa informazione emerge anche dal testamento di suo nipote Sebastiano nel 1515, che ricorda i discendenti di un Bonifazio lettor di diritto.
I Ferrero vantano un diploma di Federico Barbarossa del 1185 in loro onore ma é ritenuto apocrifo.
Per antica consuetudine la famiglia Ferrero, che nelle sedute si collocava alla destra dei consoli, ha sempre avuto il privilegio di votare nel Consiglio di Biella dopo il Gran Chiavaro e i consoli. Negli atti pubblici del Consiglio i Ferrero si firmavano sempre per primi e avevano il primo posto nelle processioni.
Oggi di questa casa esiste soltanto il ramo dei marchesi della Marmora.

Biografia trascritta e adattata dal testo originale: Pompeo Litta, “Storia delle famiglie celebri, voce sui Ferrero di Biella", Torino 1840.
 

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