Edoardo (1800-1875) |
Edoardo nasce a Torino il 9 agosto 1800 Nono figlio e quarto dei maschi di Celestino e Raffaella Ferrero della Marmora.
La carriera militare di Edoardo, grazie all’intraprendenza della madre Raffaella, comincia a quindici anni quando entra nei Dragoni della Regina. Il suo servizio nell’esercito dura dal 1815 al 1831 nelle file della Cavalleria dove arriva fino al grado di capitano. Nei movimenti politici del 1821 Edoardo è parte dell’Armata Reale a Novara e si merita la croce dei Santissimi Maurizio e Lazzaro. Uscito dal servizio attivo, Edoardo diventa gentiluomo di camera del re Carlo Alberto e in questa posizione più “confidenziale” seguirà le vicende dei Savoia negli anni successivi. Edoardo è, tra i fratelli Ferrero della Marmora, quello che assume gradualmente il ruolo di confidente e custode delle memorie di famiglia. Il suo lavoro di riordino delle carte di famiglia, un’opera che conduce con l’aiuto delle sorelle Barbara ed Enrichetta, sarà fondamentale per la trasmissione della memoria dei Ferrero della Marmora alle generazioni successive. L’amore per gli antichi documenti gli viene ispirato in particolare dallo zio vescovo Carlo Vittorio che è, per Edoardo, anche maestro di fede. La devozione alla chiesa cattolica è un tratto saliente nella vita di Edoardo che frequenta da amico don Bosco, don Cafasso e don Anglesio; rimasto vedovo, diventerà egli stesso una sorta di prete laico e attrezzerà la sua casa di Torino con una cappella privata, dove praticare le devozioni quotidiane. Il lavoro sugli archivi di famiglia spazia in un arco di tempo che va dal 1851, anno della morte della sorella Maria Cristina, depositaria delle memorie del periodo della dominazione francese, fino al 1874. Altra importante iniziativa di Edoardo è la trasformazione progressiva della basilica di San Sebastiano a Biella nel mausoleo della famiglia. L’ispirazione la trae negli anni in cui, con lo zio Tommaso, segue la corte sabauda nei viaggi in Savoia e prende a modello il recupero dell’abbazia di Altacomba a opera del re Carlo Alberto. Aiutato dal fratello maggiore Carlo Emanuele, Edoardo cura sia il recupero di San Sebastiano, sia il progressivo spostamento delle salme di tutti i La Marmora, compresa quello del figlio Carlo Felice che era morto a soli tre anni. L’idea di trasformare San Sebastiano in un “piccolo pantheon biellese” sarà ripresa e proseguita da Quintino Sella dopo la morte di Edoardo avvenuta il 4 aprile 1875 a Torino. A Edoardo Ferrero della Marmora si deve la fondazione e la costruzione di un nuovo teatro a Biella, chiamato poi Sociale, di cui è presidente nel 1863. All’impresa si dedica con il nipote Tommaso, figlio di Carlo Emanuele, e il conte Filiberto Avogadro di Collobiano. |