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Da Biella a Marmora (Cn) sul filo della Storia

Un filo di Storia lega il piccolo comune di Marmora, nell’alta Valle di Maira (Cuneo) e Palazzo La Marmora al Piazzo di Biella che, da otto secoli, è la casa dei La Marmora. 

Sono passati quattro secoli e oggi questo antico legame si rinnova grazie alla collaborazione nata tra il Comune di Marmora e la famiglia Alberti La Marmora che ha concesso l’uso dello stemma famigliare per l’elaborazione del nuovo gonfalone di Marmora. Domenica 30 giugno il Comune di Marmora inaugurerà il nuovo gonfalone dove sono stati inseriti alcuni elementi dello stemma della famiglia biellese. Il Sindaco Emanuele Ponza ha invitato alla cerimonia il Marchese Francesco Alberti La Marmora e il sindaco di Biella, Dino Gentile, a suggellare questo simbolico “gemellaggio” tra le due amministrazioni.

Poichè il piccolo comune non aveva ancora un gonfalone, nel gennaio del 2010 il vice sindaco Bernardo Andreis ha preso contatti con il marchese Francesco Alberti La Marmora, chiedendo di poter utilizzare lo stemma della famiglia. Avendo avuto risposta positiva, l’amministrazione ha quindi inviato la pratica al Dipartimento del Cerimoniale di Stato – Ufficio Onorificenze e Araldica Pubblica. Nel giugno del 2011 il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato il decreto che concede al Comune di Marmora uno stemma e un gonfalone, decreto che è poi stato trasmesso alla Prefettura di Cuneo a gennaio 2013.

L’Ufficio Onorificenze e Araldica Pubblica ha scelto il secondo quarto (l’aquila) e il quarto quarto (il leone) che sono parte dello stemma La Marmora.

Palazzo La Marmora fin dalle origini è stato proprietà dei Ferrero, presenti a Biella assai presto, ma in modo certo non prima del XIV secolo. Dai figli di Besso di Stefano Ferrero discendono i due rami principali della famiglia:

- da Sebastiano (1438-1519) i Ferrero principi di Masserano;

- da Gian Enrico (1468-1525) i Ferrero marchesi della Marmora.

Le sorti del paesino del Cuneese e quelle della famiglia biellese si legarono nel 1610 quando Carlo Emanuele I nominò Conti di Marmora e Canosio i quattro figli di Gian Giorgio Ferrero (1534-1607), Giovanni Stefano, Sebastiano, Pietro Francesco e Guido. Da Tommaso Felice discenderà, quattro generazioni più tardi, Celestino Ferrero della Marmora, padre dei noti quattro fratelli generali, protagonisti del Risorgimento italiano.

 

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